Lavorare da casa: 7 suggerimenti basati sulla mia esperienza

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Per chi come me avere un blog è un lavoro, continuare a parlare di blogging e di sfera professionale legata al blog è una cosa naturale, e ovvia, anche se i molti sostengono che i blog sono morti – cosa su cui personalmente non sono d’accordo – e alcuni autorevoli esponenti la pensano come me.

Chi ha un blog (che segue, cura e cerca di mantenere aggiornato secondo i propri codici e tempi) sa che avere un blog è un impegno. Chi ha un blog ancora come hobby sa quanto tempo porti via la realizzazione di un post, sia esso editoriale o fotografico, o un mix dei due, e per chi come me ha trasformato una passione in un lavoro si tratta di un lavoro molto impegnativo – ma molto soddisfacente.

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Avere un blog non significa scattare una foto ogni tanto e metterla on-line (magari per alcuni anche sì, ma io parlo di un blog che FUNZIONA e che ha una certa visibilità), e non significa soprattutto stare tutto il giorno sul divano o a fare shopping. Spesso chi ha un blog come me lavora da casa e molti immaginano giornate spese tra shopping e aperitivi, a chiacchierare con le amiche e guardare infinite maratone di Netflix.

Mi dispiace dirvelo, ma non è così. Avere un blog come il mio è un lavoro, bellissimo e flessibile perché permette una certa organizzazione, creatività e flessibilità, ma pur sempre un lavoro, con impegni, scadenze, tempi da rispettare, deadline e quant’altro.

Una volta mentre parlavo con un ragazzo del mio lavoro, ridendo ho detto “Ogni tanto si può soffrire di solitudine” (e lui ha scambiato la mia affermazione per una frase in stile Tumblr), il che significa che a volte stai incatenato davanti al PC a fare calendari, mandare progetti, scrivere, editare…senza avere contatti umani “diretti”.

Per alcuni non avere qualcuno che ti guida e traccia la strada su orari e scadenze è molto difficile, per cui questo lavoro non fa proprio al caso suo: chi come me è partito dieci anni fa con un blog ha in sé uno spirito imprenditoriale che non ha a che fare con un lavoro fisso, e per questo credo sia una questione di carattere e di inclinazione naturale: c’è chi è portato per un certo tipo di lavoro (e per “tipo” intendo anche metodo), e chi no.

Per chi fatica a trovare un suo equilibrio nel dover auto-organizzarsi un lavoro da casa (a questo punto, che sia un blogger o qualsiasi altra figura professionale che lavora da casa e deve gestire in autonomia il suo tempo), ho stilato alcuni suggerimenti (testati sulla mia esperienza) per riuscire a lavorare tranquillamente da casa e che nel corso del tempo ho visto che hanno fatto la differenza.

DATTI UN ORARIO

Con il passare degli anni e la mia esperienza posso dire che darsi un minimo di regola sugli orari e sui tempi di lavoro è salutare per la propria vita privata. Così non si rischia di far diventare tutta la vita solo lavoro (con clienti impazziti che ti chiamano alle 23 o persone che non rispettano alcun momento di pausa o festività) e il lavoro la propria vita. Certo, so che è necessaria un minimo di flessibilità, ma da quando ho cominciato a impostare dei ritmi mi sento meglio e ho l’impressione che sia io che gli altri abbiano più rispetto del mio lavoro.

EVITA LE DISTRAZIONI

Anche qui, cerca di darti dei tempi anche per le distrazioni (un’ora, due o secondo quanto reputi tu possa essere utile): lo so che avere Netflix sempre a disposizione è una grande tentazione, ma evitare di saltare di palo in frasca ti aiuta ad ottimizzare il lavoro. Se decidi di lavorare 3 ore, lavora quelle 3 ore e poi concediti le distrazioni, altrimenti rischi di stare davanti al PC 8 ore avendone lavorate sì e no 2.

DATTI UNA ROUTINE

Lavorare da casa non significa stare in pigiama tutto il giorno: certo può capitare, ma darsi una routine ordinata anche nello svolgimento delle attività “normali” come colazione, vestiti, ordine, aiuta a migliorare la qualità del lavoro.

TROVA UNO SPAZIO PER LAVORARE

All’inizio del mio percorso nel mondo digitale, il mio spazio di lavoro era il tavolo della cucina e non avevo un spazio di lavoro esclusivo: questo significava che alla fine pranzavo con il pc davanti, che gli orari di lavoro non finivano mai e lavoravo sempre e mai. Poi con il tempo ho avuto un mio ufficio esterno, ma da quando è nata mia figlia ho anche creato uno studio in casa dedicato esclusivamente al lavoro, per poter seguire lei e avere l’ufficio dietro la porta.

Trova un angolo, se non hai una stanza, una piccola scrivania (ce ne sono anche a scomparsa, per chi ha davvero poco posto) e tieni in ordine: l’ordine esteriore è ordine interiore, e la pulizia aiuta a scandire anche i ritmi di lavoro.

LAVORA IN SPAZI CON ALTRE PERSONE

Se da solo non concludi nulla perché continui  distrarti o non riesci a darti un ritmo di lavoro, prova ad andare a lavorare in qualche coworking o spazio di lavoro condiviso: vedere le altre persone concentrate e sotto con il lavoro ti aiuterà a fare la stessa cosa, minimizzando le distrazioni e le perdite di tempo. Funziona! (se non altro per una questione “sociale“: non vogliamo mai mostrare agli altri di essere dei pelandroni, ma anzi, di essere sempre molto impegnati nel nostro lavoro, a volte anche senza alcuna ragione).

FAI DELLE PAUSE

Scandisci dei ritmi e datti delle pause: se vedi che non riesci a concludere nulla, la cosa migliore è staccare, magari andare a fare una breve passeggiata, uscire di casa e tornare.

Ci sono giorni in cui le cose non girano per il verso giusto, e quindi meglio una pausa di mezz’ora che ti ri-ossigena il cervello piuttosto e ti fa ritrovare il centro che ostinarsi a stare davanti al pc senza concludere nulla.

SEGUIRE I FIGLI E LAVORARE INSIEME E’ IMPOSSIBILE

Come sapete ho una figlia di due anni che abbiamo scelto di seguire noi nella crescita e nell’educazione, senza mandarla al nido. Questo significa un notevole impegno, perché attenzione –attenzionefare la mamma (o il papà) a tempo pieno è un lavoro (il più delicato e impegnativo) e non consente di fare molte altre cose.

Lavorare mentre hai dei bambini piccoli con te è IMPOSSIBILE: o si fa una cosa o si fa l’altra. Per questo io dedico un paio di giorni full time al lavoro e negli altri, mentre sto con mia figlia, sbrigo le cose veloci o poco impegnative, come la corrispondenza quotidiana, le correzioni, qualche telefonata e via dicendo.

Nel periodo tra 5 mesi e 2 anni è letteralmente impossibile fare qualsiasi cosa perché i bimbi hanno veramente bisogno di essere seguiti fisicamente ovunque (imparano a gattonare, camminare, mangiare etc), poi dai 18 mesi qualche spazio si riesce a ritagliare se gli si insegna piano piano un minimo di autonomia. Ma credetemi, lavorare mentre tuo figlio piccolo è a un metro da te è impossibile, perché non si fa bene né una cosa né l’altra. Quindi organizzatevi, se avete figli, e non pensate di poter fare le due cose insieme.

Se avete qualche altro consiglio, idea o suggerimento, condividetelo nei commenti!