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6 lezioni di stile che ho imparato da mia mamma

Non so se lo avete già letto da qualche parte, ma la mia passione per la moda – o, meglio, per l’eleganza – l’ho ereditata da mia mamma. Sempre elegante, anche con poche lire, scarpe numero 37, un fisico da fare invidia a una modella e la forza che solo certe donne hanno.

Ho alcuni flash nella memoria che mi legano al suo stile, e che con gli anni ho rielaborato e fatto miei, e ci sono alcuni insegnamenti di stile ed eleganza che ho imparato da lei e solo da lei. E che, se a me sembrano delle banalità, non deve essere così dal momento che alcune cose, per quanto scontate, non sono messe molto in pratica.

Per cui ho pensato di condividere con voi alcuni consigli, suggerimenti di stile ed eleganza che ho ereditato da lei e che grazie a lei mi fanno essere quella che sono.

#1 I VESTITI DEVONO ESSERE PULITI

Sembra una banalità ma andando in giro mi accorgo sempre di più di come (ahimè) non lo sia. I vestiti una volta usati vanno lavati (soprattutto quelli che stanno a contatto con la pelle come magliette e camicie)!

Un discorso a parte va fatto per i capispalla o maglioni di lana che però quando vengono usati vanno messi a prendere aria all’aperto e non chiusi in armadio.

Questo non solo per un discorso di “profumi” ma di igiene proprio: l’aria aperte e il sole in particolare uccidono certi batteri, funghi e fanno letteralmente prendere aria alle fibre.

#2 DEVIL IS IN THE DETAILS

Il bottone staccato, il filo che penzola…potete indossare l’abito più elegante, costoso, cool della storia ma se manca un bottone, c’è una macchiolina, un filo che penzola, è pieno di pelucchi…il risultato sarà sempre un aspetto trascurato. Ricordate che il “diavolo sta nei dettagli“! La mia migliore amica nel corso degli anni è diventata la spazzola levapelucchi (soprattutto quando indosso il nero…).

#3 MAI ESAGERARE

La filosofia di stile della mia famiglia è tutto fuorché barocca eccessiva: per me vale il detto “less is more“, figlio di un pragmatismo di chi ha fatto del lavoro motivo di orgoglio.

Questo non significa vestirsi solo di nero o non usare mai i tacchi, ma sapere che cosa indossare a seconda dell’occasione che ci si presenta. Ricordo che da appassionati di montagna nella valigia con noi non partivano le scarpe con il tacco o i sandaletti di stoffa: ha senso inerpicarsi per salite e discese con un paio di sandaletti con il tacco quando si rischia un rovinoso ruzzolone?!

#4 MAI RISPARMIARE SULLE SCARPE

Questo è un mantra che ho appreso e sentito girare in casa anche di mia nonna: mai risparmiare sulle scarpe. Un vestito economico “non crea danni” un paio di scarpe fatte male sì. Se ci pensiamo le scarpe sono quello che ci sorregge letteralmente e indossarne un paio di scarsa qualità (materiali scadenti, taglia sbagliata, forma inadeguata) rischia davvero di rovinarci la postura.

#5 COMPRARE I VESTITI DELLA PROPRIA TAGLIA

Riallacciandomi al discorso dell’attenzione ai dettagli, un’altra delle cose che ho imparato da mia mamma è quella di indossare e comprare abiti della propria taglia.

Salvo alcune rare occasioni, normalmente ci presentiamo meglio, e stiamo meglio, quando indossiamo capi che ci vestono esattamente seguendo la nostra silhouette; questo significa saper fare qualche piccolo lavoro di adattamento o farlo fare magari alla sarta (o alla mamma, come nel mio caso!).

#6 MENO E MEGLIO

Sono anni che me lo ripete ma questo punto devo ancora farlo mio: meglio un abito di qualità che dieci di scarsa qualità. Devo dire che complice il mio lavoro e la vastissima possibilità di scelta non è facile per me comprare meno e meglio.

Ultimamente mi impegno a stare molto più attenta alla composizione dei tessuti anche delle catene low cost, ma devo ammettere che la tentazione di comprare 3 vestiti da Zara invece che uno da Max Mara è enorme!

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