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Una giornata da prof: la lezione sul fashion blogging in Bocconi

Come forse già sapete (ok, ne ho parlato ampiamente sui miei social) martedì sono stata invitata in Bocconi a tenere una lezione sul fashion blogging all’interno del corso di “Imprese della moda: modelli di business e strategie di sviluppo” di Erica Corbellini.

Di fronte a me una classe di ragazzi al terzo anno di università: per preparare la mia presentazione, ho ripensato a come ero io alla loro età; desiderosa di entrare nel cuore delle cose, di sapere quali sono i meccanismi che muovono progetti e relazioni, curiosa di conoscere dei casi aziendali di successo (e di insuccesso). Sì, perchè anche raccontare cosa non fare quando si fa un lavoro, è sicuramente utile per evitare degli errori, o il reiterarsi di alcuni luoghi comuni. Ho portato così la mia esperienza nel mondo del fashion blogging, il mio punto di vista sul successo, sulle relazioni, su tanti piccoli temi che possono aiutare un futuro professionista a muoversi nel mare magnum dei blog di moda, sugli errori da evitare e i temi da affrontare.

Tra le moltissime cose (e slides!), ho detto:

  • che il successo non arriva da solo, chi ce la fa ce la fa perchè lavora, investe, rischia;
  • che ci sono molti professionisti, tra i blogger e tra le aziende, ma che bisogna guardarsi anche dai millantatori;
  • che un blogger non vale un tanto al chilo, o non ne sostituisce un altro, che i progetti vanno pensati in ragione di un obiettivo, una strategia;
  • che molti blogger sono semplicemente persone che coltivano una passione/hobby e che fanno altri lavori;
  • che i followers, i likes…sul web si può comprare di tutto. Per questo bisogna stare sempre all’erta e prestare attenzione a dove vogliamo che il nostro brand/cliente/prodotto sia inserito ;
  • che il Web dà grandi opportunità, ma non ha filtri: è diretto, immediato, sincero fino all’esasperazione: come ti eleva, così ti affossa;
  • che è importante avere un contenuto: fotografico, testuale, cinematografico, informativo: purchè ci sia e sia in linea con quello che è il blog;
  • che bisogna essere gentili, avere pazienza, essere educati (non è così scontato); che non necessariamente tanti like fanno di te una persona migliore, assolutamente.

Cosa invece non ho detto (perchè non corrisponde alla realtà):

  • che i/le fashion bloggers guadagnano migliaia di euro al mese e fanno solo la bella vita;
  • che non serve saper fare nulla, tanto basta aprire un blog, che non serve studiare, che è facile avere “successo”;
  • che le fashion bloggers sono sceme :-)
  • che è facile, avendo un lavoro, mantenere un blog;
  • che basta comprarsi i like per diventare “influencer”;
  • che basta guardare ai numeri di un blog/blogger per decretarne il successo (vedi sopra).

Insomma, cose che a chi lavora nell’ambiente possono sembrare scontate ma non lo sono per chi guarda queste cose da fuori. Non solo queste cose, ovviamente, ma anche una (noiosa?) introduzione sulle tipologie di fashion blog, la storia, il cambiamento in atto con l’avvento del mobile, gli strumenti di promozione di un blog, come relazionarsi a un blog e una selezione di blog che meritano almeno un’occhiata, perchè, ciascuno a modo loro, ben fatti, ben costruiti, ben coltivati.

E’ stata un’esperienza straordinaria: nonostante fossi spaventata dall’idea di affrontare un’aula piena, ho scoperto invece che parlare delle cose che conosco (e che amo) con gli studenti è una cosa che mi piace molto, che arricchisce, perchè ti pone di fronte al confronto, alle domande, alla riflessione. Un’esperienza da rifare…e chissà…

Altri miei pensieri e riflessioni sul tema del “Blogging” li trovi qui:

Blogging

Blogging 2

fashion blog italia elena schiavon

2
sandali fashion bloggers