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I vestiti nuovi vanno SEMPRE lavati, ecco perché

Lo so che la maggior parte di voi quando compra qualcosa di nuovo non vede l’ora di indossarlo, e, magari, qualcuna di voi esce addirittura dal negozio indossando il nuovo acquisto. Io stesso ero una di quelle che appena comprava e riceveva un abito non vedeva l’ora di indossarlo, ma dopo la nascita di mia figlia (a cui lavo tutto prima che lo indossi) e dopo una brutta esperienza mi sono ricreduta, e ho dovuto – ancora un volta – dare ragione a mia mamma che mi ha sempre rimproverata questo modo di fare.

Inoltre in un negozio non lontano da dove vivo si era verificato tempo fa il caso di una malata di scabbia che aveva fatto shopping in un negozio, causando un certo panico collettivo. Da allora lavo tutto, soprattutto i capi che vanno a diretto contatto con la pelle.

Ma se date retta alle vostre mamme, alle vostre nonne, vedrete che probabilmente loro non indossano mai un vestito nuovo senza prima averlo lavato. Infatti i vestiti nuovi vanno sempre lavati prima di essere usati e qui vi spiego perché.

Al di là di quello che molti fanno passare come “schizzineria“, lavare i vestiti nuovi prima di indossarli è veramente fondamentale principalmente per motivi igienici e di salute.

Il primo motivo per cui i vestiti vanno lavati prima di essere indossati è che, probabilmente nello stesso negozio quel vestito è stato indossato e provato da altre persone prima di noi; questo continuo “metti e togli” può portare ad annidarsi tra i tessuti e le fibre funghi e batteri che poi possono essere rilasciati a contatto con la nostra pelle. Ma lo stesso discorso si può fare per chi maneggia i vestiti, chi li sistema, chi li stocca e li confeziona: batteri e funghi sono ovunque!

Inoltre, può succedere che nei vestiti che hanno viaggiato per migliaia di chilometri stipati in container e cargo e a loro volta messi in qualche magazzino si possa annidare qualche insetto.

Il secondo motivo per cui è bene lavare i vestiti nuovi prima di indossarli è che su molti tessuti vengono utilizzate sostanze chimiche che a contatto con la pelle possono causare eruzioni cutanee, pruriti e reazioni allergiche. Ad esempio in molti negozi vengono utilizzate delle sostanze chimiche per mantenere “in forma” e senza pieghe i vestiti sui manichini, sostanze che appunto possono causare irritazioni e allergie.

Secondo uno studio del professor Donald Belsito, dermatologo del Columbia University Medical Center di New York riportato in un articolo sul Wall Street Journal, va fatta particolare attenzione alla formaldeide, sostanza che viene applicata ad alcuni vestiti per impedire pieghe e ridurre la possibilità di muffa (e che forse ricordate essere utilizzata soprattutto per altri usi).

Sempre Belsito spiega che anche i coloranti utilizzati per tingere i filati o i capi possono costituire essi stessi  un problema: molti tessuti sintetici, infatti, ottengono la loro tonalità da coloranti azoici come l’anilina, che possono causare una reazione cutanea grave in coloro che sono allergici.

Negli anni 2011 e 2012 l’Associazione Tessile e Salute ha effettuato indagini in Italia su articoli tessili acquistati in punti vendita o prelevati dai NAS e dalle Asl nel corso di azioni ispettive o a seguito di segnalazione di problemi inerenti la salute.

Secondo le rilevazioni è stata riscontrata presenza di sostanze pericolose su articoli tessili acquistati in punti vendita:

  • 4% ammine aromatiche cancerogene;
  • 4% coloranti allergenici;
  • 6% metalli pesanti;
  • 4% formaldeide.

Per questo il consiglio è sempre di non acquistare capi di abbigliamento privi di etichetta di composizione e lavare sempre un capo di abbigliamento nuovo prima dell’indosso e, nel caso di rilascio di colorante, rilavarlo anche più volte.

Fonte Ansa | Wall Street Journal | Tessile e salute

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