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Prada e Damien Hirst, la Pharmacy e la collezione Entomology: arte o provocazione?

Il controverso artista Damien Hirst (quello dello squalo in formaldeide o della mucca sezionata, per intenderci), in collaborazione con Prada, ha realizzato una versione tutta sua di uno dei suoi ristoranti preferiti, il Pharmacy di Londra, che ha chiuso i battenti al pubblico 10 anni fa. In occasione di una retrospettiva a lui dedicata a Doha, in Arabia Saudita, intitolata “Relice” (reliquie), l’artista ha realizzato una versione “a modo suo” dello storico ristorante. Un juice bar in una tenda beduina nel deserto del Qatar, dove gli unici avventori sono due scheletri umani.

Accanto alla tenda c’è un negozio di Prada, che si chiama Oasis (nome a quanto pare scelto non a caso). Al suo interno vi sono una ventina di borse creati ad hoc da Hearst con Prada: borse disseminate di insetti -veri- ricoperti di pietre, piume, perle, per una collezione che si chiama proprio “Entomology” i cui proventi della vendita (un’asta che si è già svolta) andranno in beneficenza.

La scelta di celebrare quel ristorante, nasce dal legame che Hirst avvertiva con quel luogo. La chiusura di quel juicy bar ha coinciso per Hirst con la fine di quelli che lui stesso definisce  gli “anni di gloria del partying“, anni in cui, ha poi confessato , ha assunto anche alcune decisioni creative di dubbio gusto.

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