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Cose da non dire MAI ad una donna quando si parla di scarpe (vol.2)

Anni di esperienza, acquisti, decine e decine di scatole, scatoloni di scarpe accumulati negli anni, una cabina armadio fatta fare di recente per poterle sistemare “lì dove posso vedere in bella vista dove sono finiti tutti i miei risparmi”: parlo di scarpe, uno dei feticci di moltissime di noi.

“Le scarpe sono come le coccole: non bastano mai” (E.S.)

Complici un paio di sandali di (eco)pelliccia comprati qualche tempo fa, che hanno diviso gli animi sui miei social (tra chi le adora, come me, e chi le trova orrende, e secondo me in questo caso significa che non capisce nulla), la faccia perplessa di Christian di fronte al mio (ennesimo) acquisto, ho pensato ad un aggiornamento di un post che scrissi qualche anno fa e che ha come argomento le cose che non si dovrebbero mai dire ad una donna (o, meglio, shoes addicted) a proposito di scarpe.

Ma ne hai bisogno?” Indubbiamente non “si ha bisogno” di un paio di sandali di pelliccia, o di un paio di sandali a forma di carrozzeria di auto. E’ tutta una questione di estetica, e non vi è molto altro da aggiungere.

Ma quante scarpe ti prendi?” Di fronte a questa domanda io rispondo sempre nello stesso modo (non solo quando parliamo di scarpe) “Finchè posso me le compro, quando non potrò più, non ne comprerò più”. Una risposta molto pratica, direi.

Ma poi dove le metti?”. Nel mio caso abbiamo fatto costruire una cabina armadio, che mi riprometto sempre di farvi vedere. Ma sia sa che noi donne siamo dei master nell’occultare e stipare gli acquisti all’interno di casa (se non siete diventate adepte di Marie Kondo).

Ma sono orrende, come fai a comprarle?“. Non avete un’idea di quante, quante, quante volte mi sia sentita dire una cosa del genere. Ma come per i figli, per cui ogni scarrafone è bello a mamma sua, la stessa cosa vale per le scarpe. Non dite mai ad una donna che le scarpe che indossa sono brutte: d’altra parte il bello non è soggettivo?

Ma non ne hai già un paio?”. Come dire: è ovvio che chi come me adora le scarpe, ne abbia non un paio, di scarpe, ma decine, se non centinaia. Quindi la domanda è del tutto retorica. In caso contrario andremmo via scalze. Vista la mia proverbiale pazienza, già mi spazientisco di fronte a questa domanda. La risposta spesso si limita però ad un assertivissimo “SI, CERTO”.

Ma non ne hai già di simili?”. (o, peggio, “Ma non ne hai già di UGUALI?”) Anche qui la domanda in sè contiene già la risposta. Simili, appunto.
Non quelle.
Non quelle meraviglie con quel tacco così, e quella tomaia perfetta, e quella lavorazione.
Non si vede che sono diverse? Quelle che ho a casa sono si decolletè di suède nere con il tacco, ma un paio hanno il plateau, un altro paio hanno la punta arrotondata, un altro paio hanno il tacco scultura in vernice.
Quindi queste non le ho, e mi servono. ORA.

Ma poi quando le usi?” (alternata a “Ma poi le usi?”). Dunque. Le scarpe non sono più solo un mezzo per coprire e scaldare i piedi dal freddo, e proteggerli dalle intemperie della savana, e dalle ferite che può infliggere la savana se ci corri a piedi nudi. Sono (sono passati dei secoli dall’Uomo di Nehanderthal) degli oggetti spesso di puro piacere estetico. Delle cose che ci gratifica possedere, guardare, avere accanto. Magari non le indosserò mai per andare in giro, ma per farci un giretto quando sono in casa e mi sento terribilmente giù di morale, sì. Quindi le uso. A modo mio, ma le uso.

Ma perchè le compri che ti stanno strette?”. Le compro perchè le voglio, e perchè mi piacciono e anche se sono mezzo numero in meno di quello che porto abitualmente. E per averle sono disposta anche a soffrire, e anche a negare l’evidenza, di fronte a dita strizzate in uno spazio strettissimo. Perchè per me le scarpe sono come l’amore: un po’ mi deve far stare male.

Ma poi riesci a camminarci?”. Nella maggior parte dei casi la risposta ovvia sarebbe “No”. Ma spesso con le scarpe non ci dobbiamo camminare, o fare scampagnate, o lunghe passeggiate, o andare a fare un Safari. Nella maggior parte dei casi le indossiamo, percorriamo il tragitto porta del taxi/porta del ristorante e ci sediamo.
E quindi il problema non si pone. E quindi le compro.

scarpe con tacco medio come indossarle

(Tutte le scarpe che vedete fotografate sono di Walter Calzature e fanno parte della nuova collezione Primavera 2016)

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