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Di mamma e figlia, di nonna e mamma

Branded story realizzata in collaborazione con Amplifon

Pensare di mettere per iscritto il rapporto con la propria mamma non è cosa semplice. In ballo ci sono un vortice di emozioni, ricordi, sensazioni, parole, gesti che probabilmente nemmeno il poeta più bravo riuscirebbe a tradurre in parole.

Mia mamma è sempre stata per me un punto di riferimento. Il faro della mia esistenza, la presenza costante e sicura, la spalla su cui appoggiarmi sempre, le mani da cui ricevere sempre conforto, un corpo sempre pronto a sostenermi, ad ascoltarmi, a rassicurarmi. Una donna straordinaria che ha dato tutto per me e la mia famiglia, e che non ha mai smesso di esserci.

Anche quando da adolescente più che parole dolci dalla mia bocca uscivano espressioni severe, anche quando le decisioni che volevo prendere secondo lei non erano quelle giuste, anche quando volevo fare di testa mia salvo poi tornare sui miei passi sussurrando un flebile e mesto “avevi ragione”.

La mia mamma è sempre stata presenza, ascolto, conforto, calore.

Se penso a tutti i momenti della mia vita, quelli importanti, accanto a me c’è sempre lei. Il diploma, la Laurea, le feste importanti, gli esami in ospedale, e poi i ricoveri, la gravidanza, la maternità. Lei è sempre, ed è sempre stata uno dei pilastri della mia vita.

Pronta, sicura, forte. Forte come solo le mamme sanno essere, che anche quando sono minute come lei sprigionano un potere enorme. Il potere di chi ha dato la vita.

Mia mamma è stata una donna così straordinaria che per anni, per tutta la vita forse, ho pensato che se avessi mai avuto dei figli non sarei riuscita a dar loro un centesimo dell’amore che lei ha dato a me e i miei fratelli.

Poi con l’età mi sono riconciliata con me stessa e ho capito che, se avessi potuto, anch’io avrei potuto dare a dei figli lo stesso amore, perché quell’amore l’ho sentito sulla mia pelle e nelle mie viscere, l’ho imparato, l’ho vissuto.

Oggi mia mamma non è più solo mamma, e io non sono più solo figlia; oggi lei è nonna, e io sono mamma. E ancora una volta il nostro rapporto è mutato, come solo la vita sa trasformarsi nel suo costante fluire. Solo una cosa non cambia, la sua presenza.

Lei è quella che quando ho bisogno di aiuto corre subito, quando sono giù mi dà una scrollata, quando mi sento una mamma inadeguata mi ascolta. Lei dice sempre che è la nostra presenza, quella della mia nuova piccola famiglia, il regalo più grande, e per me, anche se non glielo dico mai e a volte per non cadere nei sentimentalismi sono più pungente che affettuosa, è esattamente lo stesso.

E oggi che anch’io sono mamma ho deciso di vivere insieme a lei un’esperienza per far sì che possa continuare a lungo ad ascoltare le mie paturnie, le mie perplessità, i miei sfoghi. Perché, come dice un vecchio detto, se abbiamo due orecchi e una bocca ci sarà un motivo?

Perché ascoltare è più importante che parlare. E voglio che mia mamma mi ascolti sempre, per sempre.

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