Sfilata Gucci, moda e modelle: quando non è solo una questione “di immagine”

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Senza girarci tanto intorno: la moda ha a che fare con il corpo, con l’immagine, con l’estetica. Ma non solo, perché la moda è rappresentazione, modello, creazione di suggestioni, e nel corpo si esprimono e riflettono tutta una serie di concezioni e condizioni, della donna e non solo.

La moda ci riguarda tutti, perché tutti ci vestiamo, anche solo per coprirci, senza vanità, e i messaggi che lancia la moda, con le sue sfilate, le sue campagne, le sue foto, i suoi modelli riguardano tutti.

Ed in questi giorni, in cui sono in corso le sfilate di moda a Milano, si torna a parlare, sì, ancora, di corpo femminile.

Perché se stigmatizzare l’immagine di una donna per la sua forma è una forma di violenza che stiamo – difficilmente – cercando di superare, e definirla semplicemente per i suoi tratti estetici un passaggio culturale che si sta cercando di far comprendere ai più, c’è ancora questo sistema moda che sembra voler far finta di non ascoltare e accettare la realtà. La realtà è fatta di molte sfaccettature, ma quando diventi modello e hai un palcoscenico come quello di una sfilata trasmessa in tutto il mondo, hai una grande responsabilità, etica, coscienza e devi ragionare molto in profondità su quello che fai, non solo guardando ai numeri del marketing, ai KPI, ai ROI. Devi pensare che stai lavorando per il futuro.

Siamo nel 2020 e ancora, ancora, ancora, ci troviamo di fronte  a Gucci, che fa sfilare modelle evidentemente sottopeso, come fa notare Elisa D’Ospina sui suoi canali.

Detesto dover puntualizzare che dietro ogni “corpo”noi non possiamo sapere che cosa ci sia (se sia costituzione, o altro), ma vorrei solo ricordare che nel 2011 proprie in occasione della fashion week di Milano erano state ingaggiate le “sentinelle della salute”, persone incaricate di verificare che effettivamente le modelle non fossero eccessivamente sottopeso.

E vorrei sempre ricordare che la moda lancia dei messaggi, fa parte dell’industria culturale, è vista e rappresenta ancora, per molte ragazzi e ragazze un settore aspirazionale, inutile negarlo, un modello. Nessuno vuole dare la “colpa alla moda”, come ho sentito dire spesso nel corso di questi anni, ma la moda rappresenta una industria (non solo culturale) molto potente, proprio perché evocativa, che lavora con l’immagine.

Non posso credere che prima di lanciare una campagna, programmare uno show, non ci si chieda, al di là della copertura mediatica e del ritorno di immagine, quale impatto possa avere veicolare dei messaggi o dei modelli di un tipo piuttosto che un altro.

Da madre, da donna, vorrei che non fosse solo tutto spettacolarizzazione, e vorrei che i direttori creativi, i direttori dei casting, i direttori marketing, al di là del sensazionalismo, ricordassero che “la moda” è sistema culturale prima che industriale, che si ragionasse oltre il proprio show, dando così il giusto valore al proprio lavoro, pensiero e al messaggio che ogni sfilata può lanciare.

P.S. per farmi una idea più concreta, sto cercando le schede delle modelle che hanno sfilato per Gucci. Per il momento ho trovato le schede di due per farci una idea. Ecco le misure.

75-59-85 per 172 centimetri di altezza
82-58-82 per 175 centimetri di altezza

Lascio a voi la parola.