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Blind Date, il concerto al buio di Cesare Picco con CBM Italia contro la cecità

Quando ho ricevuto da CBM Italia l’invito per il “Blind Date”, non sapevo davvero cosa aspettarmi. Le informazioni che avevo a disposizione non erano molte, e non riuscivo a farmi un’idea di cosa avrei vissuto. Il teatro più importante della mia città, il Teatro Verdi a Padova, un pianista eccezionale, Cesare Picco, la promessa di un concerto per piano al buio, una Onlus, CBM Italia, che ho conosciuto un po’ di tempo fa e che opera a livello planetario per realizzare interventi mirati alla cura della cecità, una madrina d’eccezione, Filippa Lagerback (che vedete nella foto con un delizioso abito corallo di Tory Burch), a presentare la serata sul palco del teatro.

Mai avrei pensato ad una esperienza totalmente immersiva, una concentrazione di sensazioni ed emozioni indescrivibili e uniche: un’esperienza, quella per il pubblico, pensata come metafora di quello che vivono le persone che grazie a CBM Onlus ritrovano la luce, dopo il buio della cecità. Una serata dove ci sono stati raccontati i progetti di CBM onlus, che opera soprattutto con microprogetti mirati alla cura in particolar modo della cecità evitabile infantile curando ogni anno migliaia persone nel mondo grazie alla rete di associazioni nazionali che operano su 70 Paesi per un totale di circa 700 progetti realizzati ogni anno.

Un concerto per piano, suonato da Cesare Picco, che comincia con le luci soffuse che piano piano si abbassano fino a portare ad un buio totale ed assoluto, con la musica come unico filo conduttore. Una sensazione stranissima, da vivere appieno, che davvero mette in contatto con il proprio io più profondo, mentre la musica fluisce e gli occhi restano aperti su un nero che più nero non c’è e che si muovono alla ricerca della più piccola traccia di luce.

Un buio che piano piano si attenua fino a riportare gli spettatori alla condizione di luce: una condizione che diamo per scontata, ma che per molti non è che un sogno e per altri un miraggio. Un sogno che grazie all’aiuto di associazioni come CBM aiutano le persone ad uscire dal buio: se vi capita l’occasione prendete parte a questa esperienza incredibile, che avvicina ad una realtà spesso trascurata e che ci avvicina ad una realtà molto poco nota ai più.

Ci tengo a ringraziare profondamente CBM Italia Onlus per avermi consentito di vivere questo Blind Date e per avermi illuminata sul loro lavoro, prezioso, indispensabile e toccante e vi invito sinceramente a diventare supporter di questa associazione. Per seguire e sostenere sui social le attività di CBM Italia (QUI la pagina Facebook) seguite l’hashtag #Apriamogliocchi

blind date padova cbm

blind date padova cbm elena schiavon

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