Kakebo 2019: cos’è, come si usa e perché è utile

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Kakebo: se non sapete di cosa si tratta, sono qui per spiegarvelo. Si tratta dell’ultima moda “libraria” e si trova il libreria: il kakebo (si pronuncia “kakeibo”) è il metodo giapponese per risparmiare e fare i conti di casa, figlio di quel filone prolifico iniziato da Marie Kondo che insegna come organizzare, ottimizzare e pianificare ogni aspetto della vita.

Dopo aver riorganizzato guardaroba, sistemato case, piegato razionalmente vestiti, è arrivato il momento di conoscere il metodo giapponese per risparmiare, o, meglio, tenere in ordine i conti di casa.

Diciamo la verità: non è nulla di nuovo, e nulla che le nostre nonne sicuramente non ci abbiano insegnato o nulla che non abbiamo visto nelle loro case. 

Il kakebo – in Giappone-  è il libro dei conti di casa

In parole povere il kakebo è il quadernino dei conti, un quaderno (che potete trovare già pronto in libreria, o crearvi su misura a seconda delle vostre esigenze, magari prendendo spunto da questo post) che vi aiuterà a tenere traccia di tutte le entrate e uscite di casa/famiglia e vi aiuterà a capire dove vanno a finire i soldi.

Se, come me, siete abituate a usare la carta anche per pagare un caffè, tenere una traccia “fisica” delle spese vi aiuta a visualizzarle e a vedere concretamente dove vanno a finire i vostri soldi. Perché è vero che carta e Bancomat sono comodissimi (e non ho intenzione personalmente di rinunciarvi, anzi) ma troppo spesso quando non si vedono i soldi “fisicamente” sembra quasi di non spendere. E invece si spende, eccome.

L’anno scorso ho cominciato a tenere traccia di tutto quello che spendiamo in famiglia, e vedere effettivamente i numeri, mese per mese, mi ha a aiutato quanto meno a capire quale possa essere il flusso massimo di spese che dobbiamo sostenere. Quando mi sono messa a fare i conti non vi nascondo che mi ha impressionato vedere quanto davvero spendiamo e mi ha aiutato a capire dove spendiamo di più. Il problema del metodo che avevo usato era lo strumento: ho creato un file Excel, diviso mese per mese, con le colonne delle voci: comodissimo per i conti, ma non per la rendicontazione quotidiana. Il fatto che fosse un file all’interno del mio Mac non ha contribuito a renderlo uno strumento agevole e facile da compilare: una volta perché il computer è spento, una volta perché non ci pensi, con un file va a finire che perdi i pezzi.Il kakebo altro non è che un quaderno, impaginato come un’agenda, dove segnare giorno dopo giorno tutte le spese che si fanno, da quelle fisse (ad esempio mutui, scuola etc.) a quelle occasionali, alle utenze e via discorrendo.

Il fatto che sia un quaderno, quindi uno supporto fisico, da tenere in ingresso o in casa, aiuta a compilarlo con più puntualità rispetto ad un file, perché è molto più facile da fare. In Giappone è veramente uno strumento usato da tutti, perfino dai bambini, che ne hanno di creati apposta per loro. 

Perché usare un kakebo?

Uno dei motivi principali è sicuramente il monitoraggio delle spese: soprattutto in vista di periodi meno floridi aiuta a capire quali siano davvero le spese necessarie e quali non lo siano.

Un altro motivo per cui tenere un kakebo è l’ordine: diventa uno strumento per riunire in un unico posto tutte le vostre informazioni finanziarie.

Inoltre il fatto di vedere concretamente dove spendete i vostri soldi vi aiuta anche a darvi una regolata, se tendete a fare spesso acquisti d’impulso. A volte ci rendiamo conto che in un’unica volta abbiamo speso quello che abbiamo guadagnato in settimane di lavoro, per poi accorgerci che magari non era così necessario.kakebo 2019 vallardiO semplicemente perché volete avere una panoramica di quali siano le entrate e quali le uscite. Una buona gestione finanziaria è fondamentale perché una famiglia funzioni bene e per mantenere o migliorare il proprio tenore di vita.

E’ necessario compare un kakebo “già fatto”?

In libreria, soprattutto in questo periodo, se ne trovano diversi, di diversi tipi (anche per i viaggi), e sostanzialmente funzionano tutti nello stesso modo. Se non volete acquistarlo potete anche provare a crearvelo da voi.

Suddividete un quaderno, o un’agenda che magari vi hanno regalato e non usate, nei giorni dell’anno, lasciando ad inizio e fine di ogni mese uno spazio per annotare spese fisse, spese per le utenze e gli abbonamenti e per fare il bilancio e la contabilità finale di ciascun mese.

Suddividete le spese correnti in quattro macrocategorie:

  • Spese di prima necessità: supermercato, alimentari, farmacia e cure continuative, figli, trasporti, animali domestici, ricariche. A queste voci io ho aggiunto tutti i servizi Internet e telefonia perché sono fondamentali per la mia professione e non optional.
  • Optional: shopping, cosmetici, taxi, regali.
  • Cultura e tempo libero: libri, giornali, musica, spettacoli, cinema, teatro, discoteche, ristoranti e take away, bar, pasticceria.
  • Extra e imprevisti: spese mediche, baby sitter (a meno che non abbiate una tata fissa, i cui costi li potete inserire nelle spese fisse), riparazioni, elettronica (io ho inserito quella non di prima necessità, come può essere ad esempio l’acquisto degli Air Pods), arredamento, casalinghi, viaggi.

Tenete una categoria che racchiuda le spese fisse (mutui, rette scolastiche, abbonamenti, Netflix etc.)

Considerate una voce per le utenze (bollette di luce, acqua, gas, telefono…)

Considerate una voce per spese impreviste o che non sapete in quale categoria inserire.

Potete prendere spunto da quello che ho preso io e che vedete nelle foto per creare il vostro.

Il kakebo ha difetti?

Secondo me sì, ed è quello di essere più utile per chi ha entrate fisse e più difficile da utilizzare (o, meglio, compilare in tutte le parti stampate) per chi ha una libera professione e non può sapere a inizio mese quali saranno le sue entrate. kakebo 2019 vallardiAd ogni modo anche chi come me lavora in proprio è utile per monitorare le spese e sapere a fine anno quanto hai speso e quanto effettivamente hai guadagnato.

Quale kakebo comprare? I miei consigli

Quello più famoso è il kakebo di Vallardi editore (12,43 euro su Amazon), che esce ogni anno ed è già precompilato anche nei giorni e nei mesi. E’ forse quello più venduto, di certo il primo in Italia.

Trovate molto facilmente anche quello di Demetra (10,20 euro su Amazon), che non è precompilato nei giorni e nei mesi, che quindi vi dovete compilare e gestire voi. E’ quello che ho preso io, semplicemente perché è il primo che ho trovato 😉

E’ molto bello quello di Box Clever (17,49 euro su Amazon), moderno, elegante, ricco di spunti.

Nelle librerie ne trovate moltissimi altri, secondo me a parte l’aspetto “estetico” non fa molta differenza perché il meccanismo è lo stesso. Cominciate ad usarlo e poi cercate eventualmente di capire quale (o come) può essere quello che fa più al caso vostro.

E adesso…buon risparmio!