Quanto guadagna un influencer?

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Quanto guadagna un influencer?

Questa è una delle domande che ricevo più di frequente e una delle curiosità che stuzzica di più le persone. Perché “diventare” influencer non è una professione che ci si auto assegna ma è un percorso di riconoscimento della propria capacità (per alcuni non necessariamente positiva) di influenzare i gusti e gli acquisti degli altri, e che quindi viene attribuita dagli altri all’influencer stesso.

Siamo tutti influencer di qualcuno

Potenzialmente grazie ai social tutti siamo influencer: sfruttando la nostra capacità di creare mode, tendenze, influenzare i gusti e comportamenti di acquisto degli altri in alcuni casi si viene intercettati da marchi e aziende che possono offrire delle somme (anche considerevoli) a fronte della promozione di un prodotto, un servizio, un’esperienza.

Va detto che questo meccanismo non è per nulla automatico e per nulla scontato: c’è chi non è interessato a sfruttare la propria influenza sul web, ci sono persone che non faranno mai della loro (pur consistente) presenza social una fonte di guadagno, di reddito o un vero lavoro.

E non è detto che avere un grosso seguito renda il nostro profilo per forza attraente alla faccia dei marchi e aziende pronte ad investire sui vostri “numeri”.

Elena Schiavon GraziaElena Schiavon, protagonista del numero di Grazia dedicato alle star digitali

Tralasciando il tema dell’acquisto dei follower, che ha creato negli ultimi anni una vera e propria bolla nel settore dell’influencer marketing, con conseguente danno ad un mercato che poteva essere dominato da logiche di condivisione autentica e apertura al mondo per chiunque e di conseguenza danno (economico) non solo per le aziende ma per chi fa questo lavoro in modo serio e professionale, diventare influencer è una cosa che fa gola a molti, soprattutto giovanissimi.

Va detto che si può essere influencer in un social ma non in un altro e che un grosso seguito su Facebook non necessariamente si replica su Intagram, o sul blog, e via discorrendo.

Professione influencer: la mia esperienza

Personalmente il social (se vogliamo ancora definirlo social) che per me rimane sempre il centro del mio business è questo, Impulse Mag, il mio blog diventato negli anni una piattaforma di lifestyle: perché questo rimane sempre e comunque un canale che non può essere contaminato dalle mode, concorrenza poco trasparente e altre problematiche legate al settore. I numeri che si hanno su un sito/blog non possono in alcun modo essere pompati perché Google Analytics non mente e su questo non si può proprio dire nulla.

Per fare un esempio, in un giorno queste sono le commissioni che ha generato il mio blog: in sostanza le persone hanno comprato tanto da generarmi oltre 404,51 euro di commissioni provenienti dagli acquisti fatti. Considerando che in media le commissioni sulle vendite variano tra il 5% e l’8%, significa che le persone hanno fatto acquisti sui siti/shop per un valore indicativo (in un giorno) di tra 8080 euro e i 5050 euro. Questi sono numeri che non possono essere falsificati, e non comprendono tutte le vendite generate dal mio blog da cui non ho percepito alcuna % di commissione.

Elena Schiavon, protagonista del numero di Grazia dedicato alle star digitali

Al mio business qui su Impulse Mag si affiancano naturalmente i progetti e le attività legate ai social, come Instagram, che in questo momento è al culmine delle richieste: ma siccome negli anni ho visto che anche i social sono soggette a “mode” non ho mai consapevolmente scelto di fondare il mio lavoro su una realtà troppo mutevole e instabile come quella dei social. Adesso sta arrivando Tik Tok e cercheremo di capire come questo inciderà sul lavoro di influencer e content creator.

C’è stato il momento di Facebook, di Vine, di Snapchat…ma tutti bene o male hanno avuto una durata limitata nel tempo e credo che se avessi deciso di creare contenuti solamente sui social senza avere una mia piattaforma proprietaria, probabilmente il mio lavoro non durerebbe da così tanto tempo (dal 2007, leggi qui la mia bio).

Diventare influencer: possibile? Se sì, come?

Per diventare influencer bisogna avere consapevolezza dei mezzi che si usano, individuare il canale più adatto a noi e al nostro racconto e lavorare, lavorare molto. I guadagni, quando e SE arrivano, arrivano spesso dopo anni di lavoro gratuito (ma il duro lavoro, la costanza, non è detto che paghino). Quindi alla base di tutto ci deve essere la passione: chi lo farebbe di lavorare anni gratuitamente se non ci fosse una passione alla base di tutto?

Ma tornando alla domanda iniziale: quanto guadagna un influencer?

Ho raccolto uno schema che da un’idea di massima di quanto possa guadagnare un influencer postando foto su Instagram, video su Youtube e via dicendo. Naturalmente questi dati sono indicativi perché ad esempio per profili molto generici i guadagni possono essere molto più bassi a fronte di un following molto ampio, mentre per profili molto verticali o specifici (anche con un seguito minore, ma spesso un engagement maggiore) possono essere molto più alti. Inoltre ci sono settori che investono budget maggiori e settori con budget più bassi (a parità di numeri e dati): ad esempio mi è stato detto che il settore auto paghi molto bene, ma su questo non ho nessuna esperienza personale. Restando nel campo dei “si dice” pare che il food sia il settore dove i compensi invece siano più bassi, mentre sono in calo i settori moda e beauty.

Ad ogni modo questo è il dato di massima che ha condiviso il sito americano Webfluential nel 2018 riguardo ai compensi che dovrebbero (o che consigliano ai brand di dare) ricevere influencer per ogni collaborazione, sudddivisi per canale, facendo una stima dei costi/guadagni (in dollari) per canale; questi numeri sono da prendere comunque con cautela perché ogni progetto e ogni influencer ha un suo budget, i numeri cambiano velocemente e la concorrenza e il numero sempre maggiore di influencer sul mercato ha abbassato notevolmente i budget dell’influenzar marketing.

Vi avevo già parlato in un post qualche anno fa dei guadagni su Instagram e confermo che il trend per le Instagram Star è quello.

guadagni influencer 2017

Local blogger: perché non è detto che “big is better”

Negli ultimi due anni contano sempre meno i numeri “puri”, sterili e contano sempre di più altri fattori quando parliamo di social; non solo chi ha un seguito di centinaia di migliaia (o milioni) di followers riesce ad ottenere ingaggi dai brand, ma anche i micro influencer e i nano influencer (quelli con un seguito piccolo e molto specifico o localizzato in una precisa area geografica) sono sempre più importanti e apprezzati. Spesso infatti piccole realtà locali, che magari hanno un sito internet o un’attività fisica in un preciso luogo, preferiscono affidarsi a influencer locali e con un seguito in quel territorio piuttosto che a mega star per cui non avrebbero budget. Ad esempio io Elena Schiavon vivo a Padova, ho a Padova le mie radici, e posso sfruttare le mie competenze e conoscenze nell’area geografica veneta prima che nazionale.

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