Andare avanti

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In questi ultimi due giorni ho deciso di non aprire più Facebook; lo faccio perché leggo sempre più status e messaggi che contengono termini come “odio”, “morire”…condivisi da persone che verrebbero considerate “normali” o tendenzialmente equilibrate. Questi sono solo un paio dei più soft che mi hanno molto turbato. Comprendo (umanamente, perché l’animo umano è fatto anche di questo), ma non condivido.

Conosco, come tutti credo, il crescendo di sentimenti, sensazioni, che stiamo vivendo in questo periodo: ansia, preoccupazione, paura, incertezza. Ma quello che non posso condividere è quando tutto questo si trasformano in odio e violenza, anche verbale. E’ facile che dall’ansia si passi alla rabbia, soprattutto quando hai la sensazione che stai perdendo tutto: libertà, lavoro, certezze, solidità, in un momento storico già di per sé non facile. 

Ma quello che penso ci debba distinguere nel fatto di “essere umani” è il fatto di agire e parlare con consapevolezza, cercando di mantenere un barlume di razionalità in una situazione che di razionale apparentemente non ha nulla. E’ quello che i filosofi direbbero distinguerci dalle “bestie”.

Ho deciso di continuare a fare il mio lavoro*; lo faccio perché fa bene a me, e perché da essere umano pensante, non voglio diventare schiava di questo meccanismo “social” dove molti usano i social solo per vomitare rabbia e violenza.

Ho deciso di continuare a fare il mio lavoro perché è quello che so fare, e che mi fa stare bene.

Ho deciso di continuare a fare il mio lavoro perché so che a molti come me, un momento di svago e di spensieratezza aiuta a staccare la testa da questi continui pensieri negativi che abbiamo intorno. 

Ho deciso di continuare a fare il mio lavoro, scrivendo e parlando di moda e bellezza, perché è quello che cerco quando vado online adesso: mi informo sulla situazione sanitaria/politica dalle fonti ufficiali, poche e selezionate, e non mi aspetto che la mia beauty blogger preferita condivida la sua ansia o le sue invettive contro il runner di turno; cerco e seguo lei perché voglio ritagliarmi un pizzico di frivolezza, di benessere, di bellezza, in un momento in cui la mia (la nostra mente) è troppo sovraccaricata dalla negatività.

Ho deciso di continuare a fare il mio lavoro non perché sono una privilegiata (come mi ha scritto qualcuno: anche io ho una famiglia, di cui nessuno sa nulla), ma perché ho deciso di non prestare il fianco a chi “odia” anche chi può continuare a lavorare in questo momento (in sicurezza e da casa).

Ma quello di creare una piccola oasi di positività, è sempre stata la mia mission. Onesta, sincera, diretta, precisa. 

Chi mi conosce o mi segue da tempo sa che questo non aggiunge e non toglie niente a quello che sono come persona, anche se personalmente credo che implicitamente porti un messaggio con sé, quello che mi ha sempre insegnato la mia famiglia: agire, lavorare, al posto di chiacchierare e lamentarsi. Visto che non sono né un medico, né un’epidemiologa, credo che quello che sia utile per me e per voi, è offrire qualche minuto di svago, frivolezza e pensieri “belli”. 

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