Risparmiare: i miei primi passi

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Come vi ho raccontato in questo post dedicato al kakebo, questo 2019 mi sono posta un obiettivo per me ambizioso, risparmiare, o, meglio ancora, tagliare i costi inutili.

Grazie al kakebo e a un rapido sguardo al mio telefono (con tutte le app che ho installato) ho capito che, usando per la maggior parte carta e PayPal per fare acquisti, finisce che acquisto cose, abbonamenti o app che magari utilizzo una volta o che non uso proprio. Questi costi, per quanto bassi (magari sono 9 dollari al mese, pensi), sono spesso continui nel corso dell’anno e accreditati direttamente sul conto o sulla carta e costituiscono per me – in alcuni casi che vedremo dopo- un costo inutile.

  1. Eliminare gli abbonamenti a servizi/app che non utilizzo

Ecco dunque che come prima task del mio back to work ho deciso di sospendere o annullare abbonamenti ad app e servizi che non uso o che ho usato troppo poco per giustificare un abbonamento. Sul mio conto PayPal e iTunes Store, quindi, sono andata a vedere quali sono i costi che si ripetono ogni mese, ho verificato se effettivamente sono servizi che utilizzo o no, e ho deciso di sospendere alcuni abbonamenti.

Soldi non spesi sono soldi risparmiati

Ecco alcuni degli abbonamenti che ho sospeso:

  • Audible: sono abbonata da novembre 2017 ma l’ultima volta che ho utilizzato la app credo sia stato almeno 6 mesi fa. Questo significa che sono più di sei mesi (almeno) che pago un abbonamento per un servizio che non utilizzo. Ogni mese l’abbonamento costa 9,99 euro. Ho sospeso l’abbonamento.
  • Later App: Later è una app che serve a chi utilizza Instagram per lavoro a pianificare, programmare, monitorare i post che si pubblicano su Instagram. Esiste anche un piano free, ma in un momento evidentemente di grande fiducia nella mia capacità di pianificazione, ho sottoscritto un abbonamento. Costo 9 dollari al mese. Sono 4 mesi che ho l’abbonamento ma prima del rinnovo di gennaio l’ho disattivato semplicemente perché non lo utilizzavo abbastanza perché ne valesse la pene. Attraverso la app a dicembre ho pubblicato due post, decisamente troppo pochi per giustificarne il costo. Se poi mi servirà nuovamente riattiverò l’abbonamento, ma per il momento sono tornata al piano gratuito.
  • VSCO: Vsco è una app per l’editing delle foto. Ho fatto un abbonamento annuale l’anno scorso (mi sembra da 29,95 euro) ma non ho mai utilizzato la app per modificare le mie foto. A maggio, quando scadrà, non lo rinnoverò.

In questo modo da gennaio 2019 risparmio, o, meglio, non spendo 18,99 euro al mese di servizi che non utilizzo e che posso impiegare per altre cose. Fate anche voi un rapido check delle app, degli abbinamento o dei servizi che avete attivato e non utilizzate: alla fine soldi non spesi inutilmente sono soldi risparmiati!

2. Utilizzare la app Payback

Ho installato la app Payback sul mio telefono: è una specie di “carta fedeltà” che vi permette di accumulare punti facendo acquisti in alcuni negozi (o siti) e di conseguenza accumulare sconti. Vi faccio un esempio: grazie ai punti accumulati sulla app ho avuto uno sconto di 10 euro da Mondadori per l’acquisto di libri. Il bello di questa app è che eventuali sconti li puoi utilizzare subito, quando vuoi, nel momento in cui fai l’acquisto. Così, invece che 28,50 euro, ho speso 18,50 euro e nel frattempo continuo ad accumulare punti (e/o premi) per altri sconti.

3. Le promozioni di PayPal

Per i miei acquisti online uso nella maggior parte dei casi PayPal che però non ho mai sfruttato appieno: mentre monitoravo gli abbinamenti, mi sono accorta che ogni account PayPal ha una pagina dedicata a sconti e promozioni che si possono utilizzare facendo acuisti proprio tramite PayPal. Grazie a questo, ho visto ad esempio che la compagnia assicurativa che utilizza Christina mi offriva uno sconto di 40 euro per l’assicurazione della mia auto, o 7 euro di sconto per un acquisto da Feltrinelli.

Avete qualche dritta o piccolo trucco per risparmiare? Condividetelo nei commenti!